Riflessioni e consigli in occasione della giornata dell’acqua

Il 22 marzo è la Giornata mondiale dell’acqua, istituita dalle Nazioni Unite nel 1993 per evidenziare l’importanza dell’acqua e la necessità di preservarla e renderla accessibile a tutti. In Idral da sempre ci occupiamo del risparmio di questa risorsa e vogliamo approfittare di questa meravigliosa occasione per condividere con voi alcune utili riflessioni delle nostre colleghe Anna Didó, responsabile acquisti, e Simona Porta, responsabile marketing, su questo indispensabile elemento.

Quale valore diamo all’acqua?

Partiamo dal principio, o meglio dalla domanda sul Principio, la domanda che ha dato origine a tutta la storia del pensiero occidentale. Talete di Mileto viene considerato il primo dei filosofi perché per primo si pose la domanda sull’origine di tutte le cose. E la sua risposta fu: l’acqua. Così dal mito si passa al logos, così nasce la filosofia.

Fin dall’antichità tutte le civiltà hanno elevato l’acqua a fonte di vita, simbolo di purezza e purificazione, capace di mondare corpo e anima.

E’ un motivo ricorrente in tutte le grandi religioni e testi sacri del mondo, se pensiamo al valore attribuito al Nilo dagli antichi Egizi, al rito del battesimo, al Gange come fiume sacro per gli Indù (anche se attualmente è uno dei più inquinati del pianeta…).

Le sorgenti, i pozzi e le oasi nei deserti hanno sempre rappresentato qualcosa di sacro nell’immaginario collettivo e nelle espressioni letterarie, luoghi fondamentali per la sopravvivenza dei viandanti, tappe irrinunciabili di qualunque viaggio.

Dal passato ereditiamo dunque una sorta di venerazione per questa preziosa risorsa prioritaria per la nostra sopravvivenza, ma la soluzione di continuità tra Talete e i nostri giorni è venuta a mancare.

Che ne è stato della sacralità dell’acqua?

C’è infatti da chiedersi cosa nel frattempo non abbia funzionato se nel 2018 quasi un miliardo di persone non hanno accesso a fonti di acqua potabile e le falde sono contaminate in varie zone del mondo. L’inquinamento, i cambiamenti climatici, gli interessi economici e gli sprechi stanno riservando al nostro patrimonio idrico un amaro destino, o meglio, lo stanno riservando a tutto il Pianeta, la cui superficie ne è per 2/3 occupata, di cui purtroppo solo il 3% di acqua dolce.

A proposito di campanelli d’allarme, consiglio la lettura di due documenti.

La poco nota “Carta Europea dell’acqua”, promulgata nel 1968 dal Consiglio d’Europa a Strasburgo, esordisce con “Non c’è vita senza acqua…” e sottolinea come comportamenti errati in materia di gestione idrica condizioneranno pesantemente il nostro futuro. Segue nel 1998 “Il Manifesto dell’Acqua” di Lisbona, a cura del Comitato Internazionale per il Contratto Mondiale sull’Acqua, che ci ricorda in sintesi come l’acqua sia un diritto inalienabile per l’individuo e per la collettività.

Da dove ricominciamo per attribuirle nuovamente il valore perduto?

Non potremo determinare direttamente le scelte nelle alte sfere del potere, ma possiamo partire dalla nostra quotidianità. La solita piccola e indispensabile goccia nell’oceano.

Elenchiamo alcuni piccoli accorgimenti domestici che possono fare la differenza:

1.controllare tubature e guarnizioni obsolete che possono causare perdite

2.prestare attenzione all’uso/abuso di acqua corrente: spesso non ci rendiamo conto dei litri che sprechiamo semplicemente lavandoci i denti, facendo la doccia, lavando i piatti, quando basterebbe chiudere il rubinetto mentre ci insaponiamo, utilizzare la lavastoviglie o installare rubinetti a tempo

3.pulire l’auto in autolavaggio o comunque con un innaffiatoio o un secchio in sostituzione della canna

4.far funzionare gli elettrodomestici solo a pieno carico e a basse temperature, visto che i detersivi ormai sono efficaci anche a 30 gradi

5.utilizzare detersivi ecologici per non inquinare

6.usare aeratori sui rubinetti perché immettendo aria nel getto si riduce fino a metà lo spreco di acqua

7.usare riduttori di portata

8.utilizzare lo sciacquone a quantità differenziata a seconda del bisogno e non buttare rifiuti nel wc

9.fare la doccia invece del bagno in vasca ( con quest’ultimo si consumano tra 100 e 300 litri di acqua)

10.non versare mai olii esausti nel lavandino (c’è un apposito Consorzio) o comunque grassi animali e vegetali in genere

Dalla dimensione domestica che ci compete in prima persona, passiamo al livello collettivo. Chi si occupa di amministrazione pubblica dovrà curarsi a sua volta della manutenzione della rete idrica (per evitare perdite dai tubi e dispersioni sul tragitto) e fognaria (prestando attenzione all’inquinamento e curando che gli impianti di depurazione siano efficienti), oltre che dell’installazione di rubinetteria appositamente pensata per il risparmio, come quella a marchio Idral. Anche l’industria dovrà adoperarsi in questa direzione per un utilizzo dell’acqua razionale ed ecocompatibile.

Purtroppo quello che è ormai noto come “oro blu” è tutt’altro che un patrimonio illimitato e sta già causando numerosi conflitti. La domanda sta aumentando in modo esponenziale ma manca un equilibrio tra il fabbisogno e la distribuzione delle risorse disponibili. Con uno sfruttamento improprio e iniquo, spesso i poteri forti riescono a sottrarre quello che dovrebbe essere un bene comune.

L’acqua non è più un diritto, è diventata una merce in grado di garantire grandi profitti, non è più sacra. Ma siamo ancora in tempo per porvi rimedio, ricordandoci che la sua salvaguardia è un dovere morale.

Anna Didó

Addetta Acquisti

Come risparmiare acqua grazie ai rubinetti temporizzati

I prodotti Idral rappresentano un contributo ideale alla volontà di risparmiare le risorse idriche ed energetiche del pianeta: i rubinetti per comunità di IDRAL vengono concepiti sin dalla loro nascita progettuale come strumenti per minimizzare lo spreco d’acqua. Ne sono esempio i rubinetti temporizzati e termostatici, dotati di limitatore di portata, la cui chiusura automatica garantisce l’inutile dispendio di acqua nell’impiego quotidiano.

Sarebbe opportuno che l’utilizzo dei rubinetti temporizzati e termostatici non venisse pensato solo per il settore pubblico ma anche nelle utenze domestiche, soprattutto nelle docce, dove oltre al risparmio di acqua ed energia, si possono prevenire eventuali scottatture, utilizzando cartucce termostatiche ove si imposta la temperatura desiderata che rimane costante per tutta la durata della doccia.

Anche nella gamma dei sanitari in ceramica IDRAL ha ridotto lo spreco d’acqua dei suoi prodotti: vengono infatti proposti vasi WC la cui igiene è garantita da sciacquoni limitati a 3 litri e non a 7 litri come nei casi standard.

Simona Porta

Addetta Marketing